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In quali casi è possibile realizzare un soppalco?

Inserito da Casatua in 3 aprile 2015
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Il soppalco per aumentare lo spazio abitativo

Realizzare un soppalco nella propria abitazione è la giusta soluzione per chi volesse recuperare parte del proprio appartamento non utilizzato. Dal punto di vista concettuale dunque esso offre la possibilità di aumentare la superficie utile di un appartamento.

soppalco

Se concettualmente tale procedimento è giusto e attuabile, non sempre la normativa vigente consente la sua realizzazione. I regolamenti sono più o meno restrittivi in quanto in primo piano c’è sempre la salubrità degli ambienti e la effettiva abitabilità nel nuovo spazio realizzato.

Le condizioni per la realizzazione del soppalco

Negli edifici di antica costruzione le stanze hanno un’altezza notevole; se la casa è dunque piccola e i soffitti sono alti possiamo progettare lo sviluppo delle stanze procedendo in verticale. Bisogna tener presente che un soppalco abitabile costituisce un aumento della superficie lorda di pavimento e non sempre questo è possibile.

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Infatti, i Regolamenti Edilizi dei Comuni impongono delle indicazioni ben precise in merito, che non solo possono differenziarsi tra di loro ma spesso, nell’ambito di una stessa città, variano a seconda della zona urbanistica e talvolta da un edificio all’altro!

Risulta pertanto impossibile dare delle indicazioni che siano valide ovunque ma è bene fare una panoramica di carattere generale, rimandando poi alla consultazione della normativa specifica del luogo.

Esistono soppalchi fissi o d’arredo removibili all’occorrenza ma per entrambe le tipologie ci si deve rifare ad alcune norme igieniche ed edilizie.

Le informazioni principali che accomunano quasi tutti i regolamenti per la progettazione e realizzazione di un soppalco, sono quelle relative al testo unico delle leggi sanitarie: R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, pubblicato in G.U. n. 186 del 9-8-1934 e le sue successive modifiche con il D.M. 5 Luglio 1975: Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 Giugno 1896 relativamente all’altezza minima e ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali d’abitazione (G.U. n. 190 del 18 Luglio 1975).

Le norme di questo ultimo D.M si applicano a tutte le nuove costruzioni, le ristrutturazioni, gli ampliamenti e le variazioni di destinazione d’uso.La prima distinzione da fare è se si tratti di un soppalco abitabile o non abitabile.
Nel primo caso, qualora l’ampliamento sia consentito dagli indici urbanistici previsti nel Piano Regolatore, sarà possibile sfruttare questa superficie come una vera e propria stanza in più e per la sua realizzazione occorrerà un permesso di costruire.Tra i parametri da rispettare ci saranno delle altezze minime, sia per la parte superiore che per quella inferiore. L’altezza minima interna utile dei locali destinati ad abitazione è fissata in 2,70 m riducibili a 2,40 m per i corridoi, i disimpegni in genere, i bagni e i ripostigli.Nei comuni montani al di sopra dei 1000 m sul livello del mare può essere consentita, tenuto conto delle specifiche condizioni climatiche e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell’altezza minima degli spazi abitabili a 2,55 m.
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Quando le altezze sono al di sotto dei parametri stabiliti, il soppalco non è abitabile ma può essere utilizzato come ripostiglio.La sua realizzazione si configura in tal caso come un intervento di manutenzione straordinaria e pertanto è sufficiente una Scia affinchè si possa procedere alle opere edili necessarie.Uno dei vincoli solitamente contenuti nei regolamenti riguarda l’ampiezza della superficie soppalcabile: in genere è espressa in percentuale della superficie totale, che non può in ogni caso essere coperta totalmente.Con la costruzione del soppalco, è necessario che si rispetti l’indice richiesto per il rapporto aeroilluminante, cioè il rapporto tra la superficie di pavimento e quella finestrata.Per ogni locale d’abitazione, l’ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un fattore luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento.Per gli edifici di edilizia pubblica residenziale occorre assicurare, sulla base di quanto sopra disposto e di risultati e sperimentazioni razionali, l’adozione di dimensioni unificate di finestre e dei relativi infissi.Quando le caratteristiche tipologiche degli alloggi creano condizioni che non consentano di fruire della ventilazione naturale, si dovrà ricorrere a quella meccanica centralizzata, immettendo aria opportunamente captata e con requisiti igienici confacenti.

Le tipologie di soppalco

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Esistono due differenti tipologie di soppalco: quello ancorato a pavimento grazie a una serie di pilastri; quello ancorato alle pareti. Solitamente quest’ultima soluzione è la più consigliata perchè lascia libero e fruibile l’intero spazio sottostante.

Nel caso di soppalco in legno, si dovrà scegliere l’essenza da adoperare per la sua realizzazione. Tra quelle disponibili sul mercato, il pino nordico è una delle migliori sia per le caratteristiche di particolare resistenza, sia per il costo, alla portata di tutte le tasche.

Ma il legno non è l’unica soluzione, in termini di materiali, per la realizzazione di un soppalco. Esistono ad esempio soppalchi misti in legno e muratura e quelli tutti in ferro che ben si adattano a garage e laboratori più che per soluzioni abitative.

Il soppalco misto in legno e muratura ha generalmente una struttura portante in ferro ma le rifiniture possono essere costituite da altri materiali: il pavimento, in questa tipologia di soppalco, può essere anche in piastrelle di cotto o gres porcellanato. Altri accessori del soppalco sono la ringhiera, il corrimano e le scale di accesso.

Fonte: lavorincasa.it

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